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Storia

L’antico palazzo, dove ha sede “La Residenza del Duca”, faceva parte già dal 954 di un “hospituim domorum” ovvero di un complesso architettonico di case a struttura palaziale di proprietà, un tempo, di un’antica stirpe aristocratica.

L’ingresso principale di tale “hospituim domorum” è in Via Mastalo II, primo sfortunato Duca della storia della Repubblica di Amalfi.

Esso conserva nei primi due paini chiare tracce medioevali attribuite al XIII secolo, nei paini superiori, dove palesi sono gli elementi architettonici dell’età rinascimentale, è situata “La Residenza del Duca”, gli ambienti sapientemente restaurati, sono rappresentati da stanze seicentesche, che conservano ancora il soffitto a travi in legno di castagno, e settecentesche contrassegnate dalle volte “a padiglione” e “a schifo”.

Le camere, tutte con balcone, si affacciano sull’unica piazza medioevale ancora presente nel tessuto urbano di Amalfi: per questo motivo, dai nostri anziani, viene ancora denominata “ Piazz de’ Ferrar “, l’antica “Platea Fabrorum”, oggi erroneamente denominata Piazza dei Dogi, in onore dei Duchi che ressero le sorti della Repubblica Marinara tra il 957 e il 1131. in questa piazza era inoltre situata la corporazione dei fabbri con le varie botteghe artigiane.

Dal 13998, si affacciava, in questa piazza, anche i palazzo dei Duchi feudatari di Amalfi, nel quale nacque l’amore proibito tra la duchessa Giovanna d’Aragona Piccolomini e il suo maggiordomo Antonio Bologna, la cui vicenda fu oggetto di una novella del Brandello e di opere teatrali di Lope Vega e Febster.